L’Unione europea compie un passo importante verso una transizione verde più sostenibile. Il Parlamento europeo ha appena approvato una serie di modifiche[1] al Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) — lo strumento creato per contrastare le “fughe di carbonio” e proteggere le imprese europee dalla concorrenza estera meno attenta all’ambiente.
Ma questa volta la notizia non riguarda nuovi vincoli o obblighi: riguarda semplificazioni concrete.
Il cuore della riforma è l’introduzione di una soglia minima di 50 tonnellate all’anno per importatore [2]. In pratica, chi importa quantità ridotte di acciaio, ferro, alluminio, cemento o fertilizzanti sarà esentato dagli obblighi CBAM. Parliamo di circa il 90% degli importatori europei, in gran parte piccole e medie imprese o operatori occasionali, che finora faticavano a gestire la complessa burocrazia del meccanismo.
Nonostante questa esenzione, l’Unione europea assicura che il 99% delle emissioni di CO2 generate da queste importazioni resterà comunque coperto dal CBAM. In altre parole, l’ambizione climatica non viene toccata: si semplifica la vita alle aziende, senza indebolire la tutela dell’ambiente [3].
Le modifiche non si fermano qui. Per chi continuerà a essere soggetto al CBAM, arrivano procedure più snelle:
- autorizzazioni semplificate;
- regole più chiare per il calcolo e la verifica delle emissioni;
- responsabilità finanziarie meglio definite.
L’obiettivo è duplice: garantire trasparenza e ridurre il tempo speso in adempimenti.
“Il CBAM è stato creato per evitare le fughe di carbonio e proteggere i settori strategici europei. Ma era necessario alleggerire il carico amministrativo,” ha dichiarato Antonio Decaro, relatore del provvedimento.
“Abbiamo esentato il 90% degli importatori, semplificando le regole, ma continuando a coprire quasi tutte le emissioni. Così difendiamo sia l’ambiente che la competitività delle nostre imprese.”
Con questo intervento, l’Unione europea ribadisce l’obiettivo si raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ma senza zavorrare le aziende con la burocrazia. Il nuovo regolamento dovrà ora essere approvato formalmente dal Consiglio dell’Unione europea, e entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo, la Commissione europea ha annunciato che nel 2026 valuterà un’estensione del CBAM ad altri settori coperti dal sistema europeo di scambio delle emissioni (EU Emissions Trading System) e nuove misure per proteggere anche gli esportatori europei a rischio di concorrenza “sporca”.
[1] Scheda informativa della Commissione europea sul CBAM https://climate.ec.europa.eu/eu-action/eu-emissions-trading-system-eu-ets/free-allocation/carbon-leakage_en.
[2] Comunicato stampa ufficiale del Parlamento europeo – “CBAM: Parliament adopts simplifications to the EU carbon leakage instrument”: https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20250905IPR30181/cbam-parliament-adopts-simplifications-to-the-eu-carbon-leakage-instrument.
[3] Panoramica del EU Emissions Trading System (ETS) – per capire il contesto in cui si inserisce il CBAM https://climate.ec.europa.eu/eu-action/eu-emissions-trading-system-eu-ets_en.