In conseguenza dell’entrata in vigore dell’ETS2 (Emission Trading System 2 prevista dal 2027), il meccanismo di contrasto europeo alle emissioni estenderà operativamente il sistema di scambio di quote (cap and trade) al settore edilizio, ai trasporti su strada e ad altri comparti finora esclusi (parte integrante del pacchetto Fit for 55).
Nelle mire della riforma i fornitori di combustibili, ovvero coloro che immettono sul mercato le risorse fossili, con obblighi di monitoraggio e di acquisto delle quote, in contrasto al diossido di carbonio emesso da:
– edifici residenziali e commerciali (riscaldamento a gas, gasolio, carbone, ecc.);
– trasporto su strada (carburanti per veicoli);
– alcune piccole industrie e attività manifatturiere.
L’obbligo viene trasferito a monte della catena di fornitura; non sui singoli consumatori o famiglie, ma su chi vende (e fattura) il combustibile, immettendolo nel mercato.
A tali categorie (rivenditori di gas naturale per usi residenziali, commerciali e piccole imprese, operatori che vendono GPL, gasolio da riscaldamento, carbone e altri combustibili per uso domestico, gestori di reti di distribuzione carburanti per il trasporto su strada), vengono ricondotti obblighi di monitoraggio in ragione dei volumi venduti (soggetti obbligati), di eventuale acquisto di EUA2 (quote Euopean Allowens dedicate), restituendo ogni anno un numero di quote pari alle emissioni generate dalle vendite ai clienti finali.
Naturale prestare il fianco a fenomeni di “cost pass through”; meccanismo per cui i fornitori, sostenendo costi aggiuntivi per acquistare le quote di emissione, trasferiscono integralmente o parzialmente questi costi al prezzo di vendita dei combustibili. In particolare, nel settore della rivendita di gas naturale, l’inelasticità della domanda (difficile ridurre i consumi) e la limitata concorrenzialità del mercato, favoriranno il probabile e fisiologico trasferimento dei costi (al pari dei biglietti aerei).
Le previsioni di una possibile ricaduta sul cliente finale di tali costi, quantificano un rincaro per le bollette gas per uso domestico del 30/40% (considerando come benchmark un consumo medio di 703 s/metro cubo); con un rincaro complessivo per una famiglia tipo può superare 150/200 € l’anno, a seconda del prezzo delle EUA2, che sarà fissato dal mercato, considerando gli incrementi di elettricità (incremento di 25/43 € annui) e carburanti (aumento tra il 22% e il 27% del costo finale -Bloomberg, Rabobank, Legambiente).
Come per il comparto dell’aviazione, i maggiori costi sostenuti per la compliance ai dettami dell’ETS2, si trasferiranno con ogni probabilità dalla filiera al cliente finale, ritrovandolo tra pochi anni nella fatturazione del gas naturale (in bolletta) o dal benzinaio nel fare rifornimento.
Nel compiere le volontà di riduzione delle emissioni entro il 2023 e i desiderata di una carbon neutrality continentale entro il 2050, saranno indispensabili l’uso degli ammortizzatori previsti (e.g. utilizzo del Social Climate Fund per famiglie vulnerabili) unitamente al contributo di regimi fiscali dedicati.