Il biglietto mostra la tariffa sostenuta da una famiglia di tre persone per una tratta turistica estiva dall’Italia verso una destinazione europea.
Il costo complessivo del tagliando pari ad euro 270, include la voce di costo per l’assolvimento degli obblighi imposti dall’Emission Trading Scheme, quantificabile per i tre passeggeri pari ad euro 27, in aggiunta ad euro 9 per il veicolo, per un costo totale “ETS” di euro 36,circa il 13,3% del prezzo finale(tre quarti del costo ETS sui passeggeri, un quarto sul veicolo).
Come noto, a partire dal 2024 il trasporto marittimo è entrato nell’EU ETS.
Le compagnie devono monitorare le emissioni e acquistare quote CO₂ ,secondo regole UE precise;100% delle emissioni tra porti UE,50% delle emissioni tra porto UE e extra-UE.
Nel processo di ribaltamento dei costi al cliente finale, in assenza di un formato UE “user-friendly” per garantire trasparenza univoca nei tagliandi del costo sostenuto, lo scenario include interpretazioni molto variegate.
Nella logica comune sia passeggero che il veicolo occupando spazio (metri lineari / stazza commerciale),condizionano pertanto capacità e consumi della nave.
Frequentemente si ricorre alle diciture “EU ETS costs” o “Contributo ETS”, presentando il costo ETS come“componente tecnica”,tralasciando motivazioni a supporto ed escludendo riferimenti circostanziati alla reale CO₂ emessa o al singolo rapporto €/ton . Il cliente finale ha la percezione di un numero, senza motivazioni di sostegno e con l’esplicita esclusione da possibili iniziative promozionali (costo fisso).
Talvolta per aumentare il prezzo ,le compagnie imputano parte dell’ETS ad auto, camper o camion; nella logica di ripartizione del costo nave (spazio, peso, capacità),apparendo al consumatore prevalentemente come un costo logistico, non ambientale.
In ultimo sarà possibile trovare l’ETS combinato con altre voci ambientali o con il carburante, (Fuel o FuelEU),rendendo il rapporto ancora poco confrontabile.
Carbon Compliance Club